CAR-T nelle Marche, ora si può

CAR-T nelle Marche, ora si può

Esempi, testimonianze e dati che confortano: dal linfoma si può guarire! Con la CAR-T, una terapia rivoluzionaria, in grado di curare alcuni tipi di linfomi e leucemie resistenti al trapianto e che finalmente sbarca nelle Marche.

Dopo che la Regione Marche con decreto regionale n.16 del 27 Luglio 2020 ha individuato  quale centro regionale di riferimento per il trattamento con cellule geneticamente modificate CAR-T la Clinica di Ematologia – diretta da Attilio Olivieri professore ordinario dell’Università Politecnica delle Marche – l’UnivPM e gli Ospedali Riuniti hanno presentato a Torrette di Ancona questa opportunità. Ma non è passato inosservato il ringraziamento di tutti ad Associazioni, Fondazioni, famiglie ed ex pazienti che, sempre presenti, hanno creduto, sostenuto e spinto tale importante passo avanti nella lotta contro i tumori.
“L’attività di ricerca dell’Università Politecnica delle Marche, negli ultimi anni, si è concretizzata nella produzione di numerose pubblicazioni di rilievo, nazionali e internazionali – dice il Rettore Prof. Gian Luca Gregori – studi che generano nuove terapie personalizzate per i pazienti”.

“La vocazione alle migliori tecniche di cura ed assistenza, la passione e l’instancabile dedizione spesi ogni giorno con coraggio e impegno dai nostri professionisti – aggiunge il Direttore Generale Michele Caporossi – consentono di mantenere l’eccellenza e assicurare ai marchigiani le migliori prestazioni sanitarie. Questo riconoscimento dimostra il ruolo di primo piano, in ambito nazionale e internazionale, occupato dalla nostra Clinica di Ematologia”. Caporossi ha anche ricordato il ruolo fondamentale delle Associazioni e. Fondazioni, come ad esempio la Fondazione Lorenzo Farinelli, che hanno spinto per sbloccare l’autorizzazione e disporre della CAR-T a Torrette.

Il Prof. Attilio Olivieri, Ordinario dell’Università Politecnica delle Marche e Direttore della Clinica di Ematologia, ha annunciato che è stata già effettuata la linfocitoaferesi nel primo paziente che è entrato nel programma CAR-T e che i suoi linfociti sono stati già inviati nella cell factory europea dove avviene il procedimento di ingegnerizzazione genetica che richiede circa 4 settimane. “Entro la fine dell’anno si prevede che diversi altri pazienti marchigiani potranno usufruire di questo innovativo trattamento salva-vita senza dover emigrare all’estero o fuori regione”.

Erano presenti l’AIL “Associazione Italiana Lotta contro le Leucemie Linfomi e Mieloma” Sede Ancona/Macerata, Fondazione Lorenzo Farinelli, Associazione Ylenia Morsucci di Falconara, l’Associazione Sergio Luciani di Fabriano, la Fondazione Ospedale Salesi di Ancona, la Fondazioni Ospedali Riuniti di Ancona.



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